I latini sostenevano che “pecunia non dant panem” (la poesia non da il pane, cioè non fa diventare ricchi); benché non ci sia un detto assimilabile per il teatro, il teatro e tutte le arti letterarie hanno condiviso, durante la storia, la sfida della sostenibilità della propria arte. Il teatro, tuttavia, è forse la più immediata e più trasversale delle arti: può appellarsi a diversi gruppi sociali per veicolare lo stesso messaggio, e non è necessario esserne esperti per comprenderlo. Inoltre, fino a relativamente poco tempo fa, il teatro non richiedeva alfabetizzazione. Queste ragioni hanno contribuito al suo successo.

shutterstock_79403920La funzione del teatro

Sin dai tempi della Grecia delle polis, il teatro ha compiuto una funzione sociale verso la cittadinanza. Non era poco comune, che uno degli attori principali si togliesse la maschera (entrando quindi nella realtà, metaforicamente) e dicesse “Ora, parlo alla città”, per fare discorsi di stampo politico o civico. Anche al tempo della Roma Repubblicana, il teatro veniva usato per veicolare messaggi politici. Il teatro religioso, invece, si è storicamente differenziato proprio per la sua caratteristica educativa dei fedeli, alla stregua dei bassorilievi e degli affreschi nelle chiese e nelle cattedrali (fatti storici su santuariomadredelbuonconsiglio.it).

Il teatro e gli attori

La vita dell’attore, persino ai giorni nostri, non è facile. Fare del teatro la propria vita richiede passione, perseveranza e nomadismo: data la necessità delle tournée, sono stati storicamente pochi gli attori che hanno potuto costruire una carriera sedentaria (o, come è chiamata oggigiorno, da attore residente). Coloro che hanno potuto godere della protezione e dei finanziamenti della nobiltà, ne hanno dovuto anche cantare le lodi, sacrificando in parte la funzione di libera espressione, che del teatro è il fondamento. Le società aperte hanno bisogno del teatro ed il teatro ha bisogno delle società aperte.